CONTROL Resonant rappresenta un cambiamento di rotta rispetto al CONTROL originale. Sembra ancora incentrato su una realtà soprannaturale e distorta, ma invece di correre per gli uffici di una multinazionale distopica sparando a dirigenti di medio livello posseduti, come nell’originale, ora sembra che il gioco rientri sostanzialmente nel genere dei supereroi.
Chi ricorda CONTROL ricorderà sicuramente le immagini strabilianti e la quantità non trascurabile di effetti particellari e simulazioni. Questi elementi, uniti a un mondo aperto, potrebbero richiedere un PC piuttosto potente. Diamo quindi un’occhiata.
È interessante notare che, per quanto riguarda la CPU Intel, forniscono una raccomandazione specifica, mentre per i requisiti minimi si limitano a indicare “equivalente AMD”; al contrario, per i requisiti consigliati indicano un modello AMD e specificano “equivalente Intel”. Per comodità, l’equivalente Intel dell’AMD Ryzen 7 3700X è un Intel Core i7-10700, mentre l’equivalente AMD dell’Intel Core i5-8500 è un AMD Ryzen 5 3500.
La cosa ci sorprende, poiché i requisiti sembrano molto più accessibili di quanto ci aspettassimo, soprattutto considerando quanto questo gioco appaia spettacolare dai trailer e dagli screenshot presenti sulla pagina di Steam.
Ovviamente, al momento non abbiamo idea di quanto sarà ottimizzato il gioco, ma è bello avere un titolo tripla A che non richieda hardware all’avanguardia. Tuttavia, una dimensione di installazione di 100 GB è piuttosto esorbitante per un gioco per giocatore singolo, anche per gli standard odierni. Quindi, assicuratevi di cancellare alcuni giochi se disponete di una connessione Internet sufficientemente veloce da rendere il download di file di grandi dimensioni un’operazione non troppo fastidiosa. In alternativa, investite in un SSD di grande capacità come l’MP700 PRO da 4 TB, l’MP600 CORE XT da 4 TB o l’MP600 PRO XT da 8 TB.
Il primo CONTROL era essenzialmente uno sparatutto in terza persona con un pizzico di poteri soprannaturali e potenziamenti. CONTROL Resonant, invece, sembra aver abbracciato appieno il lato soprannaturale della storia. Se avete presente i giochi della serie inFamous e Prototype, vi sembrerà molto familiare.
La scelta di passare a un mondo aperto ha senso in questo caso, poiché tutte le cose fantastiche che si potevano fare con i poteri nel primo gioco non avevano alcun peso dal punto di vista del gameplay, dato che si era comunque limitati all’interno di un edificio adibito a uffici.
Il presupposto è che la minaccia paranormale che aveva corrotto la realtà all’interno del complesso di uffici nel CONTROL originale abbia infranto il fragile isolamento che la protagonista Jesse era riuscita a garantire. È quindi giunto il momento per suo fratello Dylan di affrontarla a viso aperto. (Dylan era in realtà un personaggio centrale, pur non apparendo mai, nella trama del primo gioco, quindi è bello poter finalmente dare un nome a quel volto.)
Il paragone con Prototype e inFamous, però, non rende pienamente giustizia a questa serie, poiché ci si può aspettare quel tipo di manipolazione della gravità e delle leggi della fisica che si vede in Inception e Doctor Strange, creando una versione unica di Manhattan in cui combattere e raccogliere oggetti collezionabili. Non è ancora possibile entrare nei dettagli della trama, dato che questi giochi sono tutt’altro che lineari. Sembra comunque divertente.
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