G-SYNC Pulsar è l'ultima versione di G-SYNC, introdotta originariamente nel lontano 2013, che ha eliminato lo screen tearing e i tempi di risposta lenti grazie alle frequenze di aggiornamento variabili (VRR). Prima di G-SYNC, i giocatori potevano scegliere se utilizzare V-SYNC per godere di un frame rate fluido e privo di sfarfallii oppure optare per un'esperienza di gioco reattiva, sebbene afflitta dallo screen tearing. Non c'era però un modo semplice per ottenere entrambe le cose, il che significava sostanzialmente che nessuno era davvero soddisfatto. Nvidia ha deciso di cambiare tutto questo, e si tratta di un percorso che continua ancora oggi. Prima di andare avanti, vale la pena spiegare cos'è il VRR e come funziona.
La frequenza di aggiornamento variabile (VRR) consente al monitor di regolare la propria frequenza di aggiornamento in tempo reale per adattarsi all'output della scheda grafica. Anziché aggiornarsi a intervalli fissi, come ad esempio a 60 Hz, lo schermo attende il completamento di un nuovo fotogramma prima di aggiornarsi, garantendo che ogni fotogramma venga visualizzato non appena completato. Questa sincronizzazione previene lo "screen tearing", evitando al contempo il ritardo di input e lo stuttering, fenomeni tradizionalmente associati alla funzione V-SYNC. Il VRR è particolarmente importante quando si tratta di frame rate elevati e giochi dal ritmo serrato, come gli sparatutto in prima persona.
Sin dal suo lancio iniziale, Nvidia ha apportato alcune modifiche a G-SYNC, aggiungendo il supporto per l'HDR e il suo Reflex Latency Analyzer. Anche AMD è entrata in gioco con la sua versione basata su standard aperti della stessa tecnologia, denominata FreeSync. La differenza principale sta nel fatto che, mentre G-SYNC richiede un modulo specifico per funzionare, FreeSync non ne ha bisogno. Intel supporta Adaptive Sync, che è essenzialmente la stessa tecnologia alla base di FreeSync, sebbene con un nome leggermente diverso.
Il monitor da gioco XENEON 27QHD240 OLED da 27 pollici è compatibile con Nvidia G-SYNC.
A prima vista, G-SYNC Pulsar offre gli stessi vantaggi del G-SYNC originale, ovvero un'esperienza visiva senza interruzioni con movimenti fluidi come il burro. Ciò che fa la differenza, tuttavia, è l'aggiunta dello stroboscopio a frequenza variabile della retroilluminazione, che offre effettivamente una nitidezza del movimento 4 volte superiore. Se stai giocando a 250 fps, questo garantisce un miglioramento percepito in termini di nitidezza del movimento di oltre 1.000 Hz, aumentando la chiarezza e la visibilità dei contenuti in movimento e consentendoti di seguire e colpire i bersagli con maggiore precisione.
Il principale beneficiario in questo caso è il non proprio modesto sparatutto in prima persona, come si vede sopra in Counter-Strike 2. Quando ogni singolo fotogramma conta e individuare il nemico con qualche fotogramma di anticipo può fare la differenza tra la vita, la morte e la vittoria in un torneo ricco di premi, è facile intuire che i professionisti degli eSport faranno a gara per mettere le mani su uno schermo dotato di questa tecnologia. Ma non si tratta solo di quel genere: il video qui sotto mostra una panoramica molto più fluida anche in Anno 117: Pax Romana.
In sostanza, G-SYNC Pulsar si basa sulla tecnologia VRR, combinandola con lo stroboscopico a frequenza variabile della retroilluminazione, una tecnica pensata per ridurre la sfocatura da movimento dei display LCD. Tale sfocatura deriva dal fatto che ogni fotogramma rimane visibile fino all'arrivo di quello successivo; in caso di movimenti rapidi, ciò può far apparire sfocati gli oggetti mentre l'occhio segue il movimento sullo schermo. Non si tratta della stessa cosa della sfocatura da movimento presente nei videogiochi.
Con G-SYNC Pulsar, il monitor emette brevi impulsi di retroilluminazione in perfetta sincronia con ogni fotogramma, illuminando i pixel solo dopo che questi sono passati completamente al loro nuovo stato. Questo effetto stroboscopico viene gestito in modo dinamico, fotogramma per fotogramma, e rimane perfettamente sincronizzato con il VRR. Riducendo il tempo in cui ogni fotogramma è visibile all'occhio, Pulsar riduce notevolmente la percezione della sfocatura da movimento.
Anche dal punto di vista dell'implementazione fisica, G-SYNC Pulsar segna un importante cambiamento. Il G-SYNC originale richiedeva l'installazione di un modulo dedicato all'interno del monitor, mentre per Pulsar Nvidia ha collaborato con MediaTek per consentire l'integrazione diretta di G-SYNC nello scaler dello schermo, eliminando così la necessità di quel modulo. Ciò semplifica la produzione e dovrebbe consentire l'implementazione della tecnologia in un numero molto maggiore di schermi.
I primi monitor compatibili con G-SYNC Pulsar sono stati annunciati il 7 gennaio 2026; ciascuno di essi supporta anche la tecnologia G-SYNC Ambient Adaptive. Questa funzione non è integrata nello standard Pulsar stesso, ma consente di regolare automaticamente la temperatura del colore e la luminosità per garantire una visione ottimale a qualsiasi ora del giorno e della notte.
G-SYNC Pulsar rappresenta un passo avanti nella tecnologia dei display, in particolare per il gaming competitivo e ad alta frequenza di aggiornamento, combinando la fluidità della tecnologia VRR con un notevole miglioramento della nitidezza dei movimenti. Per i giocatori che richiedono immagini più nitide nelle scene con movimenti rapidi, offre un chiaro vantaggio proprio dove conta di più. Per ulteriori informazioni su G-SYNC Pulsar, visita il sito web di Nvidia.
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